Fatti e valori in estetica: interpretazioni e questioni attuali

Il Sesto Convegno Mediterraneo di Estetica si svolgerà a Firenze, a Villa Finaly, dal 24 al 28 giugno 2014, e avrà come tema il dibattitto contemporaneo su fatti e valori in estetica.
In un celebre saggio intitolato Fatto/Valore: fine di una dicotomia (2002), Hilary Putman argomenta in maniera convincente contro questa contrapposizione classica tra le più nefaste per la filosofia. Apparentemente indiscussa e indiscutibile, questa dicotomia, fondamento di ogni dogma, lascia in realtà molti problemi aperti, non trattati, non esaminati, perfino non percepiti come tali.
L’analisi di Putnam concerne essenzialmente la teoria e la pratica della conoscenza, ma si può legittimamente estenderla ad altri campi, innanzitutto all’estetica, in cui, prima o poi, ci si confronta sempre con tale dicotomia, per difenderla o rifiutarla. Mantenerla o rinunciarvi, presuppone comunque delle ragioni, che tuttavia restano spesso implicite, e questo vale ancor di più in estetica.
Vari elementi, facilmente riscontrabili nell’estetica, nella pratica e nella creazione artistica, dimostrano che i tradizionali criteri di valutazione sono ormai superati. Perché, a ben rifletterci, la definizione di valore resta opaca : l’opera d’arte sarebbe da giudicare per il suo valore morale, di mercato, plastico-formale ? Schierarsi pro o contro la funzione del concetto di valore in arte e in estetica non esclude non poche divergenze sulla natura stessa di quello che s’intende per ‘valore’. Se tradizionalmente il ‘fatto’ era l’opera nella sua tangibilità, attualmente la materialità dell’oggetto non sembra più sufficiente. L’arte è sempre più abitata da opere dette ‘immateriali’ o ‘effimere’, che sono evidentemente poco, o male, quantificabili secondo i passati criteri di valutazione estetica ed economica.
Il giudizio estetico, chiave di volta dell’intera estetica filosofica dell’arte, e ma anche l’esercizio della critica d’arte, sembra oggi seriamente in pericolo. Ma si può fare a meno del giudizio ? Se sì, cosa diventerebbe l’estetica ? Sarebbe ancora, secondo le sue origini, scienza del sensibile ? Le questioni pratico-morali sembrano soppiantare quelle più classicamente formali : parrebbe allora che sia da privilegiare la funzione sociale dell’arte contro un’idea radicale di autonomia artistica ed estetica. Ecco che diverse questioni sociopolitiche integrano le domande poste dall’estetica, sempre più allargata e
in cui l’autorità dei soggetti implicati, il loro statuto sociale, la loro nazionalità e le loro origini, possono apportare un elemento in più (o, a volte, in meno) al valore stesso delle opere, valore che, finalmente, gli uni e le altre – i soggetti storici della relazione estetica e le opere percepite in quanto tali –, creano o attivano attraverso i sensi.
L’articolazione tra la dimensione economica e quella culturale, realizzata dalle sempre più consistenti e pervasive politiche culturali, permette di comprendere che, oggi, il valore culturale dell’arte ha la meglio sul suo tradizionale valore universale. La contestualizzazione pragmatica delle opere nello spazio sociale, sempre più diffusa, rende evidente una nuova definizione del valore estetico, non più eterno o ideale ma inscritto nelle esperienze sensibili e nelle relazioni politiche ed economiche di una situazione culturale specifica.
Contemporaneamente al Sesto Convegno Mediterraneo di Estetica, il bacino mediterraneo attraversa una crisi senza precedenti. In un tale contesto, come non porsi la questione del ruolo dell’arte e del suo valore ? E come definire una tale crisi alla luce d’una prospettiva estetologica ? La situazione in cui viviamo e gli attuali mutamenti ci confermano che, qui e ora, interrogare e confrontare il ‘valore’ e il ‘fatto’ è davvero urgente. Quale ruolo hanno le pratiche artistiche e le teorie estetiche ? Di emancipazione, liberazione, fuga, trasformazione ? O, al contrario, l’arte può diventare un altro strumento di assoggettamento degli individui a un’istituzione dominante?
Lo si può constatare facilmente: già porsi la questione se assumere o rifiutare la dicotomia tra fatti e valori vuol dire situarsi nel cuore stesso dei problemi i più urgenti e attuali. Questo Congresso certo non potrà ignorarlo.

Tra i temi che ci piacerebbe fossero affrontati, ecco allora qualche suggestione (non esclusiva):
– Il pro e il contro: quali fatti? Quali valori? E con che fini?
– Giudizio estetico (se ne può fare a meno?) e critica
– Problemi etici, pratico-morali e socio-politici
– Relazioni tra la dimensione economica e quella culturale (in particolare le
politiche culturali, le loro scelte e le loro conseguenze)
– Contesti e mutamenti attuali
– Fatti e valori nelle pratiche artistiche
– Censura e diritto
– Arte e biotecnologie: quali limiti, ciò che è permesso o no – e perché?
– Differenze tra arti e pratiche (cinema, danza, performance, teatro e così via)
– Questioni d’identità e di Genere

Vi segnaliamo sin d’ora tre keynote speakers: Marie-José Mondzain (Paris), Fabrizio Desideri (Firenze), Pere Salabert (Barcellona).

Saranno privilegiate le proposte d’interventi e comunicazioni sulle relazioni tra l’estetica e la filosofia dell’arte e le questioni etiche, morali e sociopolitiche contemporanee.

Ogni proposta prevede un titolo, un riassunto di 1500 battute (spazi inclusi), una breve nota biobigliografca, e dovrà ssere inviata per mail a Jacinto Lageira (jlageira@wanadoo.fr) e Evangelos Athanassopoulos (evangelos.athanassopoulos@sfr.fr) prima del 1 marzo 2014. Tutte le proposte saranno poi inviate anonime al comitato scientifico che provvederà a selezionarle e comunicare l’esito entro il 15 marzo. Solo allora si forniranno ai candidatti selezionati le informazioni necessarie per l’iscrizione al Convegno (di competenza dell’Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne) e l’alloggio (gestito da Villa Finally – si consulti il sito).

Organizzazione:
• Institut ACTE (Arte Creazione Teoria Estetica) – UMR 8218, Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne e CNRS, Gruppo di Ricerca Æsthetica – arte e filosofia
• Evangelos Athanassopoulos (Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne) • Barbara Formis (Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne)
• Jacinto Lageira (Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne)
Con la partecipazione di:
• Société Française d’Esthétique
• Società Italiana di Estetica (SIE)
• Chancellerie des Universités de Paris
• École doctorale Arts plastiques, Esthétique et Sciences de l’art, Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne
• Aisthesis. Pratiche, linguaggi e saperi dell’estetico • Proteus, Cahiers des théories de l’art

Comitato Scientifico:
Matilde Carrasco Barranco (Università di Murcia), Dominique Chateau (Università Paris 1), Richard Conte (Università Paris 1), Filippo Fimiani (Università di Salerno), Christophe Genin (Università Paris 1), Giovanni Matteucci (Università di Bologna), Raffaele Milani (Università di Bologna), Mario Perniola (Università Roma 3 Tor Vergata), Salvador Rubio Marco (Università di Murcia), Maryvonne Saison (Università Paris X), Carole Talon-Hugon (Società Francese di Estetica / Università di Nice), Dionysios Zivas (Società Ellenica di Estetica).

– Villa Finaly, Chancellerie des Universités de Paris
http://www.villafinaly.sorbonne.fr
– Institut ACTE – UMR 8218 – Æsthetica, art et philosophie http://www.institut-acte.cnrs.fr
– Société Française d’Esthétique
http://www.s-f-e.org
– Società Italiana di Estetica (SIE)
http://www.siestetica.it/
– Aisthesis. Pratiche, linguaggi e saperi dell’estetico http://www.fupress.net/index.php/aisthesis
– Proteus, Cahiers des théories de l’art http://www.revue-proteus.com/
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